La scuola dell’infanzia “Nobile Morosini” di Biancade accoglie, in questo anno scolastico 2018-2019, 78 bambini così suddivisi:

  • Una sezione omogenea composte da bambini piccoli (3 anni): Topolini verdi;
  • Tre sezioni eterogenee composte da bambini medi e grandi (4 – 5 anni): Arance, Mele e Pompelmi.

In alcuni momenti della settimana vengono svolte attività di laboratorio per sezioni omogenee 4 anni e 5 anni.

Nella realizzazione dell’offerta formativa è coinvolto il collegio docenti, tutti i bambini della scuola dell’infanzia, il nostro parroco Don Giuseppe, i genitori (sia per la realizzazione della progettazione che per l’organizzazione delle feste).

«I bambini formulano tanti perché sulle questioni concrete, sugli eventi della vita quotidiana, sulle trasformazioni personali e sociali, spesso a partire dalla dimensione quotidiana della vita scolastica. Al contempo pongono domande di senso sul mondo e sull’esistenza umana. I molti perché rappresentano la loro spinta a capire il significato della vita che li circonda e il valore morale delle loro azioni. Si chiede dov’era prima di nascere e se e dove finirà la sua esistenza. Pone domande sull’esistenza di Dio, la vita e la morte, la gioia e il dolore.

Le domande dei bambini richiedono un atteggiamento di ascolto costruttivo da parte degli adulti, di rasserenamento, comprensione ed esplicitazione delle diverse posizioni.

A questa età, dunque, si definisce e si articola progressivamente l’identità di ciascun bambino e di ciascuna bambina come consapevolezza del proprio corpo, della propria personalità, del proprio stare con gli altri e esplorare il mondo.» (Indicazioni Nazionali per il curricolo 2012 – I campi di esperienza – Il sé e l’altro)

Tra giugno e settembre 2018 noi insegnanti ci siamo ritrovate in collegio docenti per interrogarci su quali aspetti fosse più opportuno elaborare una progettazione. In questa sede abbiamo confrontato le nostre osservazioni e abbiamo individuato i seguenti bisogni:

  • Spostare l’attenzione da sé
  • Accorgersi degli altri
  • Prendersi cura degli altri

Si è trattato di elaborare un percorso di osservazione-ascolto con i sensi, di riflessione e condivisione orale, ponendo l’attenzione su ciò che circonda il bambino, per permettergli di accorgersi dell’altro e prendersi cura di lui.

Il primo periodo dell’accoglienza ci introduce alla sperimentazione delle regole: il bambino necessita di regole condivise per interagire serenamente con gli altri e con il mondo esterno. Per orientare il comportamento umano nella vita di tutti i giorni e giungere alla vera felicità.

Dopo aver preso consapevolezza delle regole che permettono di vivere bene all’interno dell’ambiente scolastico, i bambini vengono invitati a sperimentarsi nello spostare l’attenzione da sé stessi. Il brano biblico al quale abbiamo fatto riferimentoè la “PARABOLA DEL BUON SAMARITANO Luca10,25-37.In questo viaggio il bambino si scopre come essere in relazione con:

  1. Dio;
  2. Gli altri;
  3. Il mondo.

 Attraverso l’uso dei sensi vengono fatte vivere ai bambini delle esperienze di ascolto, osservazione, manipolazione di ciò che gli sta attorno.

Le finalità educative di questo percorso sono:

  • Fermarsi e porre la propria attenzione al di fuori di se stessi, per accorgersi di ciò che ci sta attorno
  • Accorgersi dell’altro
  • Avere occhi, mani e orecchie per l’altro

Si tratta quindi di un percorso volto alla formazione integrale del bambino, orientandolo ai valori essenziali.  In prossimità del Natale si sviluppa un percorso in cui i bambini si impegnano a fare spazio e a liberare il proprio cuore dalle tensioni che si sono accumulate, successivamente il cuore è pronto per accogliere Gesù.

Le finalità educative del percorso del Natale sono:

  • Accogliere Gesù come nuovo amico per essere capaci di gesti di gioia e generosità
  • Percepire la bellezza dell’essere accolti e dell’accogliere
  • Capire che è importante aiutare gli altri senza distinzione alcuna

Dopo aver accolto Gesù Bambino, il cuore è disponibile ad assumere quegli atteggiamenti positivi che permettono di essere più consapevoli della presenza degli altri, della relazione con loro e permettono il passaggio dall’io - al noi, dal mio - al nostro, al prendersi cura dell’altro, donarsi per l’altro nel percorso Pasquale.